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Da novembre ad aprile il museo sarà aperto solo su prenotazione

Il Museo Nazionale del Motociclo ha ufficialmente inaugurato la nuova sede il 20 Marzo 2005. L’istituzione è nata nel 1993, su iniziativa di tre amici riminesi, Germano Corvatta, Giuseppe Savoretti e Tino Zaghini che riunirono all’epoca le proprie collezioni. Salutata nel nostro Paese come una novità, questa galleria della storia motociclistica venne posta dapprima a Cerasolo di Coriano per approdare a Rimini nel 1996, dove rimase al numero 11 di Via Casalecchio fino al Dicembre del 2003. La struttura era divenuta poi insufficiente per contenere, in rappresentanza di oltre 60 Case italiane e straniere, le 250 moto realizzate dalla fine dell’Ottocento agli anni ’80. Interrotte temporaneamente le visite del pubblico, i soci fondatori mantenevano il coordinamento delle mostre scambio di Pesaro, Ravenna e Rimini. Anche il mercatino mensile, organizzato sin dal 1994 negli spazi antistanti il centro espositivo, è tornato con la consueta cadenza. Il Museo, a solo cinque chilometri dalla precedente ubicazione, consta ora di due edifici: un casale completamente restaurato e una struttura dal design più moderno e funzionale. Oltre ad offrire un itinerario tra le due ruote, raccolte in quattro ampie sale ed ordinate cronologicamente per aree tematiche, il complesso intende divenire un punto di riferimento per motociclisti italiani e stranieri. Sono stati pertanto predisposti locali per riunioni e per l’intrattenimento degli ospiti. Già si annunciano le più disparate iniziative all’insegna della consueta vitalità romagnola, per diffondere la storia della moto e potenziare l’offerta turistico-culturale. Intanto, nella giornata inaugurale, grande è stata la partecipazione. Dalle prime ore del mattino numerosi espositori, visitatori e una marea di motociclisti con le loro moto, di tutti i tipi, da storiche a moderne sono arrivati. Al taglio del nastro tutti i visitatori si sono catapultati all'interno invadendo la struttura in un istante, meravigliati dalle bellissime e numerose moto innalzate sulle loro pedane. Alla fine un gigantesco buffet romagnolo è stato offerto a tutti, riscaldati da un luminoso e generoso sole, dopo un gelido e piovoso inverno. Ora il Museo vi aspetta numerosi.